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Ventitré, di Simone Cicali

da | Giu 14, 2024 | Recensioni | 1 commento

Titolo: Ventitré

Autore: Simone Cicali

Editore: Autopubblicato

Anno d’uscita: 2024

Ho conosciuto Simone virtualmente subito all’inizio della mia avventura con lo Scartafaccio. È stato uno dei primi a mostrarmi che il self-publishing è una cosa seria, oltre che faticosa. È stato uno dei primi a incoraggiarmi e mi ha dato utili consigli per portare avanti il mio progetto.

Nella vita vera l’ho incontrato solo molto più tardi a Marginalia, la fiera di letteratura weird che si è tenuta a Milano a marzo di quest’anno. Ero al banchetto di Michele Borgogni (Kebabbari vs. alieni, Pezzi di vetro, Il kebabbaro al termine dell’universo) quando ho sentito dietro di me qualcuno che parlava di Terry Pratchett con tono entusiasta e di come avesse scoperto solo ora quanti riferimenti alla letteratura classica Terry metteva nei suoi romanzi. Quando mi sono girata mi sono trovata davanti un uomo dallo sguardo vivace con una targhetta luminescente appuntata sul petto che lo identificava come Simone Cicali.

Ventitré è il famoso “Romanzo del Ceppo”, ovvero il romanzo che avrebbe messo insieme tanti elementi che Simone ha già seminato in giro per le sue tre raccolte di racconti “Inaspettatamente”, “Probabilmente” e “Stranamente”. Io quel giorno a Marginalia ho preso “Inaspettatamente” e appunto “Ventitré”, non sapendo cosa aspettarmi tranne una voce ironica e dall’accento toscano.

Forse avrei dovuto leggere prima i suoi racconti, ma pur non avendolo fatto, questo non mi ha guastato la lettura di “Ventitré”.

Ivan è l’ultimo arrivato al paesino del Ceppo. È un paesino ben particolare questo. Invisibile ai più, è annidato nell’Appennino Tosco-Emiliano e ha solo ventitré abitanti, accuratamente scelti dal Ceppo stesso. Qui, infatti, si vive in un eterno presente, non si invecchia e si custodiscono segreti millenari.

Ma quando Ivan scompare, i restanti abitanti del Ceppo devono capire cosa sta succedendo, perché un abitante in meno rompe l’incanto e se l’equilibrio energetico del villaggio si scompone, le conseguenze possono essere terribili.

Un po’ weird tale, un po’ thriller, un po’ giallo vecchio stile, questo romanzo ha nel suo cuore l’amore per il territorio e per la gente un po’ brusca ma di gran cuore che la abita. Soprattutto il finale, con il suo puntare la lente ancora di più sui rapporti tra le persone, mi ha soddisfatto molto. Si piange pure un po’.

Simone è molto bravo in quello che fa e il mondo che ha creato è una carezza per noi che amiamo le storie strane.

1 commento

  1. Il Cicali

    Grazie delle bellissime parole 🙂

    (Pratchett lo sto rileggendo dopo enn’anni, e questa volta mi sono accorto che Morte in “Morty l’apprendista” segue il copione delle Totentanz: corona, ballo, eccetera 😀

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