Titolo: Piove per esigenze di trama
Autore: Nicolò Targhetta
Editore: Becco Giallo
Anno d’uscita: 2021
Il volantino se ne stava giallo e nero appeso a un palo della luce fra le referenze delle badanti e le ripetizioni di matematica. Recitava ambiguo: Impara a scappare da te stesso, corso per personaggi che non cercano autori.
Elfo è un personaggio fantasy scappato dal suo mondo pieno di avventure e stereotipi che ora fa il commissario in città. Una città ben strana, visto che contiene tutte le città già scritte (nel bene e nel male) e piena di personaggi in cerca d’autore, e da autori in cerca di personaggi.
Ma non Elfo, lui non vuole più saperne di trame e intrecci e capitoli e archi di trasformazione. Al solo pensiero gli vengono gli attacchi di panico. Il Commissario Elfo cerca di essere il più noioso possibile, tutto per sfuggire all’attenzione di una potenziale trama. Evita come la peste i salti di capitolo, fa le scale uno scalino alla volta, fa tutte quelle attività che in un romanzo vengono saltate perché non contribuiscono alla tensione narrativa.
Ma quando al Commissario Elfo viene assegnata l’agente Tegolina si rende conto che tutti i suoi sforzi potrebbero essere stati vani, perché una trama molto complicata lo sta intercettando.
Ho scoperto questo titolo grazie al magazine di Dracones.
Uscito nel 2021, è un titolo che non avevo mai incrociato in giro per il web. Ed è un peccato, perché la velocità con la quale le novità editoriali spariscono dai nostri feed può farci perdere delle piccole chicche come questa.
Nicolò Targhetta è il fondatore della pagina Facebook “Non è successo niente” dove dal 2018 si è impegnato a scrivere una storia al giorno per un anno intero. L’esperimento funziona e nel 2019 pubblica il romanzo omonimo per Beccogiallo. Da allora non si è più fermato, spaziando per vari generi e tecniche letterarie. Ha scritto, tra le altre cose, un’avventura bislacca con protagonisti i membri della band Rumatera, un saggio sui cartoni animati degli anni ’80 e ’90, e un thriller storico ambientato in Inghilterra.
Nel 2025 è uscito Sequel, la seconda indagine del Commissario Elfo.
Per me questo romanzo è stato prima di tutto un autentico divertimento.
Ho riso a crepapelle, ho esclamato un paio di volte “Oh cazzo!” e un altro paio di volte “Ma è geniale!”.
Già dalle prime pagine sono rimasta colpita dall’ottima scrittura ironica ma mai ampollosa, con dialoghi verosimili e brillanti e un certo numero di colpi di scena che rasentano l’assurdo.
Tutto il romanzo è attraversato da una vena metaletteraria che anche se non buca la quarta parete, coinvolge chi legge e costringe a riflettere su come i desideri dei lettori abbiano distorto il mercato editoriale.
In generale il libro è infarcito di citazioni, rimandi, parodie di personaggi famosi e autori ancora più famosi. C’è tutta una parte sullo spaccio di droghe letterarie che mi ha fatto volare altissimo.
Non importa che siano scritti o descritti, (i personaggi ndr) sono sempre interessanti, sempre in media res, nel bel mezzo dell’azione, in un momento catartico […]
L’ambientazione è quella classica da noir, al limite dell’hard boiled. Prostitute, rapinatori, criminalità organizzata. Ma gli ambienti in cui si muovono i personaggi non sono sempre gli stessi. La città è una città-mostre, che contiene tutte le città narrate. Abbiamo quindi quartieri londinesi vittoriani, paeselli del Sud Italia in cui splende sempre il sole, le periferie degradate in cui vivono le fiabe e i personaggi di fantasia ormai quasi caduti nel dimenticatoio.
Ci sono momenti infodump , dei quali è responsabile Elfo stesso che quando se ne accorge si chiede perché sta spiegando cose che già sa, criticando quindi ironicamente questo meccanismo narrativo.
Tra personaggi che sono sfuggiti alla prigionia della loro trama, altri che invece hanno fottutamente bisogno di essere scritti per non morire dimenticati da tutti e altri ancora che vogliono essere riscritti perché stufi delle limitazioni dati dalla loro caratterizzazione, il libro ha sicuramente come tema principale l’autodeterminazione. Ma in generale credo che sia soprattutto l’esperimento riuscito di un autore che si è molto divertito a smontare e rimontare le convenzioni letterarie e le stramberie del mercato editoriale mainstream.
La recensione sul Magazine di Dracones:
https://associazionedracones.it/piove-per-esigenze-di-trama/

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