E quindi, questa Laghi d’inchiostro?

Santo cielo!
Avevo detto che avrei rallentato il ritmo, ma non pensavo che sarebbe passato più di un mese dal mio ultimo post.

Ma parliamo un po’ di questa nuova fiera editoriale, che si è svolta ad Arcisate (VA) il 19 e 20 settembre 2026.
Organizzata da una coppia di entusiastɘ, la fiera è stata una delle cose più autentiche, generose e gentili che mi sia capitato di vivere nell’editoria negli ultimi anni.

Per trasparenza ammetto subito di essermi fatta coinvolgere dall’organizzazione praticamente dall’inizio, visto che la location si trova a dieci minuti di macchina da dove abito.

La piccola fiera, alla sua primissima edizione, si è svolta al Palavelmaio, uno spazio solitamente utilizzato per feste e balli, che si trova nella periferia di Arcisate, in mezzo alle campagne della Valceresio.

Si tratta di una scelta peculiare, lo devo ammettere. Ma, come nella migliore tradizione provinciale, con questa scelta c’entra quella forza della natura che è la Pro Loco (citofonare Johnny Faina per maggiori informazioni).
Perché per organizzare una fiera editoriale, oltre allo sforzo burocratico e organizzativo, c’è anche un discreto sforzo logistico: piazzare tavoli e decorazioni, controllare gli accessi, fornire informazioni ai visitatori, gestire il bar, e la Pro Loco è nata per questo!

Lɘ espositorɘ erano circa una ventina, tra cui diversi editorɘ di primo piano del fantastico, come Dark Zone, Gainsworth, Spirito Libero, Zona 42. Erano inoltre presenti alcunɘ autorɘ self (Simone Cicali, Stefania Toniolo, Luca Pivetti)e artigianɘ che hanno portato degli articoli veramente pregevoli e splendidamente a tema.

Il programma prevedeva anche diversi panel tematici con autorɘ e specialistɘ dell’editoria e la premiazione del concorso Ugo Prevosti.

Insomma, una fiera ben pensata e piena dell’entusiasmo di chi l’ha organizzata. Lo spazio era ben arredato visto che anche nei momenti di maggiore affluenza non c’è mai stata ressa, i bagni erano puliti e in ordine (e non c’era praticamente mai fila) e il caffè era ottimo.
È stata anche la prima volta che ho partecipato a una fiera come espositrice: ero infatti presente come rappresentante di Dracones APS, insieme alla nostra associata Valeria Meivaz. È stato strano per una volta stare dietro il tavolo e coinvolgere le persone che mostravano interesse per i libri e il materiale esposto. Abbiamo incontrato insegnanti, appassionati che non sanno ancora se si dedicheranno mai alla scrittura e, purtroppo, qualcunɘ a cui Dracones sarebbe servito prima perché già vittima di soprusi editoriali.

E a livello di acquisti?
Stavolta ho fatto la brava: ho preso solo il Wurm Rosso di Valeria, Probabilmente di Simone Cicali e Fantascientiste (femministe)n del collettivo omonimo (tra l’altro ho conosciuto meglio Laura Coci ed è una persona splendida).

Ma quindi, com’è andata questa fiera?
Lɘ organizzatorɘ mi hanno confidato che sono stati staccati più di cinquecento braccialetti in due giorni, che per una primissima edizione e in una location piuttosto fuori mano è un gran bel risultato.
Inoltre ho notato che tra chi ha visitato la fiera c’erano un sacco di persone che non bazzicano abitualmente la bolla del fantastico. È una mia impressione che l’evento abbia trovato un modo per far conoscere questo genere a lettorɘ più generalistɘ (il fatto che sia l’unica fiera editoriale della zona aiuta).
Anche lɘ espositorɘ si sono dettɘ soddisfattɘ: non si pagava il tavolo (così come i visitatori non pagavano l’ingresso) ed è stato offerto anche il pranzo (un panino e una bibita, con opzione vegana). Lɘ espositorɘ a cui ho chiesto se sarebbero tornati per una nuova edizione mi hanno risposto con entusiasmo.
Secondo me è una vera rarità questo approccio così generoso nell’organizzazione di un evento editoriale.

Tutto bene allora?
Le uniche criticità che ho identificato (e che ho già anche condiviso con chi ha organizzato) sono state la mancanza totale di opzioni vegetariane per i visitatori (c’era solo un food truck di arrosticini e bombette pugliesi) e il fatto che i panel secondo me non abbiano incontrato troppo interesse nel pubblico che era o estraneo alla bolla del fantastico o già familiare con i temi trattati.

Non vedo l’ora della prossima edizione.

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