Benvenutә al mio (umile e piccolissimo) resoconto dalla dodicesima edizione della più importante fiera dell’editoria fantastica italiana.
Quest’anno purtroppo ho potuto partecipare solo sabato pomeriggio. Ma nonostante mi sia fermata poche ore le mie impressioni sono state molto positive.
Nuova location
Quest’anno la fiera si è spostata dalla storica location di Sesto S. Giovanni allo spazio Gadames 57, un’ex-concessionaria in zona Viale Certosa/Cimitero Maggiore/S. Siro.
Io ci sono andata in macchina e, a parte qualche spavento a causa dei millesettecento cartelli ZTL, ho parcheggiato con estrema facilità (tra l’altro senza pagare).
So che chi si è mosso con i mezzi pubblici non ha avuto vita altrettanto facile: da Centrale infatti bisogna prendere la M2 fino a Lanza e da lì proseguire con il tram 14 fino a Viale Certosa Via Gradisca per un totale di 47 minuti di viaggio (fonte google maps).
La nuova sede ci ha subito colpito molto. Si tratta di una struttura su due piani, molto luminosa, con una disposizione degli spazi che all’inizio confonde un po’ ma appena ci si abitua permette di godersi la fiera.
Al piano terra infatti ci sono due grandi sale che hanno ospitato gli espositori (quest’anno più numerosi), mentre al primo piano c’erano le sale per i panel e le presentazioni, oltre a uno spazio di decompressione. In generale lo spazio mi sembrava più che raddoppiato rispetto alla sede precedente, eppure… Quando siamo arrivati (io e i miei figli) era poco prima di mezzogiorno e le sale degli espositori erano piene tanto quanto eravamo abituati nella sede precedente. Nonostante l’affollamento però non mancava l’aria e in generale passare tra gli stand era abbastanza gradevole.
Peccato per il dehors che non era abbastanza grande. In generale credo mancassero un po’ di spazi per sedersi, anche perché erano presenti tante persone che ne avrebbero avuto bisogno.
Programma
Come tutti gli anni il programma di panel e presentazioni era ricchissimo. Io personalmente non ho partecipato a nessuna presentazione (il tempo era troppo poco e volevo salutare tutte quelle persone che vedo due volte l’anno) ma ho trovato molto professionale la nuova modalità di fruizione organizzata per due delle sale. Infatti, visto che la sala blu e quella viola non erano in spazi separati ma aperti sullo spazio principale del primo piano, a chi voleva seguire il panel veniva consegnata una cuffia wireless sintonizzata per il panel selezionato, come una specie di silent-disco. È una soluzione che mi è parso di intravedere anche per alcuni incontri al Salone del Libro e l’ho trovata veramente ingegnosa.
La sala arancione, la più grande, era riservata agli incontri con i grandi ospiti internazionali e alla presentazione del Premio Urania e del Premio Italia e aveva veramente un gran numero di posti a sedere.
Gli espositori
Ovviamente si va a una fiera editoriale soprattutto per vedere i nuovi libri. Anche qui purtroppo il tempo è stato tiranno e avevo una lista stringatissima di must-have: la nuova creaturina di Lucia Patrizi (che emozione incontrare finalmente di persona Marika e Lucia del podcast Nuovi Incubi); il saggio ormai introvabile sul weird di Francesco Corigliano e la seconda raccolta splatterpunk di Paolo di Orazio.
Ma ho comunque visto novità interessantissime, sia tra le vecchie glorie della fiera come Hypnos, Zona42, D Editore (Polybius sembra una chicca rara); sia tra gli espositori al loro primo rodeo come La Bottega dell’Invisibile (che l’anno scorso se non sbaglio non era riuscita a trovare posto), Opera Narrativa, Polidoro, Tori Edizioni.
Un discorso a parte lo merita una questione un po’ spinosa: storicamente a Stranimondi non potevano accedere né autorә autopubblicatә né associazioni; la fiera era riservata a realtà editoriali dedite al fantastico. Da quest’anno questa regola è caduta: hanno trovato posto quattro autorә self e due associazioni. Nonostante io sia contentissima di questa modifica l’ho trovata un po’ una beffa nei confronti di chi proprio quest’anno si è aperto la sua casa editrice proprio per poter accedere a Stranimondi.
Concludendo
In generale la nuova sede mi ha dato un’impressione di grande professionalità, il che non può che giovare a una fiera che sta crescendo anno dopo anno.
Se proprio devo fare qualche appunto, credo che il pubblico sia rimasto un po’ confuso dalla disposizione delle sale degli espositori. In alcuni punti si creavano ingorghi anche abbastanza pesanti, ma c’erano anche zone più tranquille.
I bagni erano pulitissimi anche se ogni tanto c’era un po’ di fila.
Non ho utilizzato i servizi del bar ma so che si sono trovati completamente spiazzati dal numero di persone che si sono presentate.
Ho visto un sacco di bambini anche molto piccoli che non hanno mostrato segni di disagio, segno che il livello di rumore (grazie anche ai soffitti alti) era tollerabile.
Alla sera poi c’era la pizzata letteraria organizzata da Dracones, a circa mezz’oretta di distanza da Gadames, che è stata la ciliegina sulla torta di una bellissima giornata tutta dedicata alla letteratura fantastica.

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