Nota febbraio 2026: Questo post è stato pubblicato la prima volta nel 2024. Due anni dopo è stato aggiornato e ripubblicato.
Prima di immergervi nella mia labirintica narrazione ecco cosa troverete in breve: internet pre-social, cosa erano i blog, perché un blog oggi, quali vantaggi hanno, come raccogliere gli aggiornamenti di diversi blog in un unico posto.
Chi è relativamente giovane forse non ha presente quanto sia cambiato il web negli ultimi dieci anni. L’avvento dei social media e la centralizzazione dei contenuti su due/tre grandi piattaforme non è sempre stato lo standard.
Google era solo un motore di ricerca (un buon motore di ricerca, tra l’altro). Instagram era solo un posto dove pubblicare le proprie foto. Facebook era solo un posto dove aggiornare sulla propria vita amici e conoscenti. I video li trovavi solo su YouTube.
La cosa più importante: eri tu che andavi a cercarti la roba che ti interessava, non esistevano sistemi che ti scodellavano la pappa pronta in una pagina “Per te”.
Chi stava online nei primi anni duemila aveva molte più opzioni: MySpace, dove seguire artisti musicali; i forum, dove si ritrovavano grandi comunità che giravano intorno a una passione comune; i blog.
I blog (contrazione di web-log) sono pagine personali che funzionano un po’ come un diario. Sono gratis in quanto ospitati su una piattaforma dedicata. Ogni articolo è corredato da data e ora e i post più recenti stanno in cima. Puoi usare categorie (tag) per dividere i post per aree tematiche. Una cosa figa: ogni post ha un link univoco (e stabile) che puoi spacciare ovunque. E i contenuti sono indicizzati e ricercabili. Non sono murati dentro un giardino cintato impermeabile ai crawler, quindi non perdi nulla in giro come succede con i social.
Ma perché un blog oggi?
Se siete qui è perché vi piace leggere e forse vi piace pure scrivere. Lo sapete da dove viene la MIA passione di scrivere? Dal mio primo blog.
Un blog è una macchina fantastica per la creatività, ma anche per creare l’abitudine di scrivere ogni giorno, per affinare quei meccanismi (scrivi, ti viene un dubbio, fai una ricerca, chiarisci il dubbio, continui a scrivere e via così) che servono anche a chi scrive storie vere (e non sterili elucubrazioni come queste mie).
Inoltre, è uno spazio relativamente libero. Puoi scriverci fondamentalmente quello che vuoi.
Oggi le piattaforme principali per il blogging sono Blogger e WordPress, ma rispetto al passato hanno moltissime limitazioni (oppure semplicemente non ci vengono più investite risorse).
E non dimentichiamoci di Tumblr, che nonostante tutto resta una piattaforma di microblogging.
Alternative oggi molto gettonate sono Medium (non personalizzabile ma credo tu ci possa scrivere quello che vuoi e i tuoi scritti vengono promossi sulla piattaforma) e Substack che però è più una newsletter che un blog e ha un problema di infestazione da parte di gruppi di estrema destra.
Un’ulteriore alternativa è un sito personale, che però richiede almeno l’investimento nel dominio e l’hosting. Ma una volta che hai quelli hai anche una casa tutta tua nel web, con cui puoi fare quello che vuoi senza nessuno che possa dirti un cavolo (che è poi quello che ho fatto io a metà 2024).
Ok, tutto bello. Ma sai che rottura leggerli.
Non è tutto nello stesso posto, come si fa?
Come si faceva una volta a leggere tutti i blog che ti piacevano? Certo, i singoli provider come WordPress hanno strumenti interni che permettono di iscriversi a tutti i blog di quella piattaforma. Ma se vuoi seguire tutte le novità di diversi siti (blog, riviste?)
In quel caso si usano i feed RSS.
RSS sta per Really Simple Syndication (non è vero, ma facciamo finta) ed è un formato di distribuzione dei contenuti web. Ogni blog e sito ne ha uno (anche oggi, incredibile!). Esistono programmi (app o siti) che possono raccogliere questi contenuti, in modo che tutti gli aggiornamenti dei propri blog e siti preferiti restino in un posto solo. Comodo, vero?
Il mio RSS feed preferito una volta era Google Reader. Poi l’hanno eliminato (maledetti). Oggi io uso Feedly Inoreader, che al netto delle limitazioni, è quello che ti dà di più. Basta fare un account e aggiungere gli URL dei blog e dei siti che ti interessano e voilà: non ti perdi nemmeno un articolo.
Molti di questi strumenti hanno anche dei piani PRO che permettono, con un piccolo obolo, di riunire anche le newsletter nel feed, di sottolineare, di mandare articoli ai lettori e-book.
Io non ne ho mai sentito l’esigenza, ma fate poi voi.


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