Incubi, paure e inquietudini, AAVV

Titolo: Incubi, paure e inquietudini, antologia del Coven Riunito
Autor*: AAVV
Editore: Black Dog Edizioni
Anno d’uscita: 2025

Che poi, quando scrivono le donne? C’è un tempo legittimo da dedicare alla scrittura per quante non ne hanno fatto una professione conclamata? Spesso le donne scrivono in un tempo rubato. Scrivono lottando contro la quotidianità che le schiaccia, che cerca di omologarle per sfruttarle meglio, che sottrae loro respiro e pensieri. Scrivono nonostante, le donne, scrivono comunque.

Dalla prefazione di Alice Cervia.

Parliamo oggi di un libro speciale, perché è un libro che contiene anche un mio racconto. Si tratta della mia prima pubblicazione e devo dire che è stata un’esperienza molto positiva.

Io e Giulia Massetto, fondatrice di Coven Riunito, ci siamo conosciute in occasione del primo calendario dell’avvento dello Scartafaccio. Lei mi ha mandato la sua storia e in seguito mi ha anche presentato il suo primo libro di racconti, Vieni a Locoscuro, che mi ha lasciato piacevolmente sconvolta.
Dopo tante chiacchierate su IG (entrambe mamme, entrambe appassionate di scrittura perturbante, avevamo un sacco di cose da dirci) ci siamo poi conosciute di persona in occasione di uno spettacolo del podcast “C’é vita nel grande nulla agricolo?”.

Quando, nel 2023, è nata l’idea dell’antologia del collettivo Coven Riunito Giulia mi ha subito contattata per chiedermi se avessi voluto partecipare. È stato un grande salto nel buio per me, non avevo mai scritto un racconto di quella lunghezza e ancora mi domando bene come ho fatto. Ma oggi, che posso tenere in mano una copia fisica del libro, devo dire che ne è valsa la pena.

Una domanda che potrebbe sorgere leggendo questa raccolta di racconti è Da dove viene tutta questa ferocia? Perché i trigger warning in questa raccolta sono tanti, quasi tutti: suicidio, violenza sessuale, abusi psicologici, incesto. Non manca nemmeno la violenza verso gli animali.
So che può sembrare superfluo segnalarlo in una raccolta horror, ma credo sia importante perché in un’antologia scritta da donne il pregiudizio potrebbe portare a affrontare la lettura con leggerezza. No. Qui si picchia forte e si picchia spesso sotto la cintura.

Perché quando sono sono veramente libere di scrivere escono cose feroci, crudeli, che lasciano chi legge interdetta.

La rabbia femminile si sviluppa, da secoli, in un substrato di frustrazione, aspettative deluse e umiliazioni. E qui cresce sana e robusta, schiacciata sotto il coperchio della buona educazione che vuole le donne dolci, gentili e pazienti.
Ma guardatevi bene dal far saltare quel coperchio, perché la rabbia femminile genera mostri inenarrabili. Perché la rabbia è uno di quei sentimenti che le donne, attraverso tutta la storia, raramente hanno potuto esprimere liberamente.

Ma passiamo ai contenuti dell’antologia: sulla splendida prefazione di Alice Cervia (altra amica dello Scartafaccio) non mi dilungo, perché ha scritto molto meglio di me quello che volevo dire qui. Altro tocco di classe sono le illustrazioni di Simona Naddeo, che aggiungono un sapore speciale a ogni racconto. Black Dog ha fatto un lavoro veramente pregevole considerando che si tratta di un’antologia di racconti di autrici di nicchia come noi. Ci siamo sentite coccolate.

Per quanto riguarda i singoli racconti la maturità della scrittura varia da racconto a racconto. Vi sono infatti racconti di esordienti assolute (come me) e altri di autrici più esperte, fino ad arrivare a penne già affermate. Alcuni sono più semplici, altri sono più complessi e stratificati. Alcuni giocano (anche pesantemente) con il disgusto e il tabù, altri sono pure esplosioni di rabbia.

Uno dei miei racconti preferiti è sicuramente “Vento a favore”. Come già detto, conosco Giulia da qualche anno e fin dall’inizio la sua scrittura è sempre stata un mix molto riuscito di introspezione e perturbante. Le sue storie prendono l’esperienza femminile e la portano all’estremo, facendone emergere i lati più dolorosi. Questo racconto non fa eccezione. Io vi ho ritrovato degli accenni autobiografici che hanno reso la narrazione ancora più forte, ancora più feroce. Il rapporto della protagonista con la depressione, la sua relazione amorosa, i pensieri intrusivi… tutto il racconto porta il lettore verso un climax di certo non inaspettato, ma terribilmente liberatorio (e parecchio disgustoso).

Un altro racconto che ho trovato molto solido sia nella tecnica che nella storia è “Voce sepolta” di Nicole Trevisan. Qui il tono poetico e l’atmosfera più intima fa quasi passare in secondo piano il fatto che siamo in pieno folk-horror e stanno accadendo cose orribili.

Infine, “2You” di Chiara Franchi è la quota ironica della raccolta. Una protagonista in cui è troppo facile immedesimarsi, dialoghi brillanti e un’idea molto interessante: un’applicazione dello smartphone per combattere la procrastinazione e diventare finalmente padrona della propria vita. Ma le cose sfuggono presto al suo controllo (oppure no?).

La scrittura perturbante femminile nasce dalle esperienze vissute, dagli orrori quotidiani (appunto). E trovo che sia importantissimo far uscire queste storie fuori nel mondo editoriale. Da troppo tempo l’orrore è stato un bastione dominato dagli uomini, che hanno proiettato i loro incubi nell’immaginario collettivo. Oggi, che le donne possono far uscire le loro emozioni sulla carta (e vedersi pubblicate, per di più), la letteratura si è arricchita di un nuovo livello di oscurità.

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