La stanchezza della lettrice

Settimana scorsa avevo scritto un post piuttosto ironico sul mio blocco di scrittura. Ora voglio affrontare un altro problema che mi sta perseguitando in queste settimane.
Non so se succede anche a voi, ma io arrivo a giugno e sono sfinita. La fine dell’anno scolastico (con tutti i suoi casini e sbattimenti), il caldo che arriva a ondate, vari impegni che si accumulano tutti in maggio e giugno… vorrei una cura del sonno.

Tutto questo preambolo per dire che sono settimane che non finisco una lettura in corso. Sono arrivata a metà di Saving Time di Jenny Odell (oggettivamente una lettura densa), sto procrastinando da più di un mese Lucifero e la bambina, sto centellinando Il Re Giallo.

Dall’adolescenza sono abituata a leggere tra i quaranta e i sessanta libri all’anno. Ma a intervalli irregolari ecco il blocco: non ho più voglia di leggere. Le letture iniziate restano a prendere polvere, tutto quello che ho a scaffale mi tedia, mi spaventa, mi deprime.
Non ho voglia di leggere racconti, non ho voglia di leggere riviste fumetti articoli, non ho voglia.

E quando leggo mi distraggo. Succede che devo rileggere la stessa pagina più e più volte perché il cervello era andato a farsi un giro.
Quello della soglia d’attenzione che viene erosa dalle distrazioni è un tema importante, ma non credo che sia questa la causa dei miei blocchi del lettore.

Diventa tutto un po’ troppo. Il che è normale, direi. In momenti di grande sforzo, di grandi impegni, è naturale non riuscire a dedicare la propria concentrazione alle attività non centrali in quel momento.

Eppure… Eppure ci sentiamo in colpa.
Io mi sono sentita in colpa quando ho bucato un post settimanale. Pur essendomi imposta io la cadenza.

Perché ci sentiamo così in dovere di dimostrare produttività? Perché sentiamo di non avere il diritto alla stanchezza?

La stanchezza è un suggerimento della vita: fermati, siediti, contempla.
Il mondo continua a girare, gli uccelli continuano a cantare, le nuvole continuano il loro viaggio.
Solo così possiamo raccogliere le energie per il nostro prossimo passo, il nostro prossimo sogno. La stanchezza è un momento di alternanza ed è importante. Riconosciamola e apprezziamola.

Perché mi chiedo: è poi veramente un problema non aver voglia di leggere, a volte?
Io dico di no. Io dico che abbiamo il diritto a fare del nostro (poco, sempre troppo poco) tempo libero quello che vogliamo. E non dobbiamo sentirci in colpa.

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